giovedì 10 febbraio 2011

Il Dilemma dell'Onnivoro - Micheal Pollan

Breve Intro all'Autore: Michael Pollan è un affermato giornalista e professore dell’Università di Berkley. Collabora dal 1987 con il The New York Times Magazine ed è autore di quattro New York Times bestsellers: Food Rules: An Eater’s Manual (2010) – In Defense of Food: An Eater’s Manifesto (2008) - The Omnivore’s Dilemma: A Natural History of Four Meals (2006) e The Botany of Desire: A Plant’s-Eye View of the World (2001). 
In difesa del cibo (Adelphi 2009) è stato definito uno dei migliori dieci libri del 2006 dal New York Times and the Washington Post. 
Vincitore di numerosi Premi, Pollan è stato finalista per il National Book Critics Circle Award ed è apparso nella TIME 100: la classifica delle 100 personalità più influenti del 2010 del Time.

Trama: Da dove vengono i cibi che ingeriamo? Che cosa stiamo mangiando davvero? Michael Pollan decide di improvvisarsi «detective del cibo» per conoscere l’evoluzione e i segreti nascosti dietro quello che si mangia, dal seme al frutto, dalla storia del «cibo con una faccia» alla carne lavorata e anatomicamente irriconoscibile. Inizia così una ricerca che lo porta a conoscere varie realtà, dalla produzione industriale a quella dei produttori diretti. Fast food, supermercati, fabbriche, macelli e piccole fattorie diventeranno il terreno della sua instancabile marcia verso la consapevolezza. In questo viaggio pieno di scoperte ma anche di incertezze, Pollan dovrà affrontare molte esperienze che lo metteranno a dura prova, dovrà combattere e accettare compromessi, dovrà forzare la sua indole e imparare a cacciare e a uccidere per nutrirsi. Alla fine però ritroverà la strada di un rapporto diverso con madre natura e sarà in grado di scegliere come comprare, cucinare e mangiare. La sua ricerca si conclude con un menù a quattro portate dove finalmente quello che c’è nel piatto non è più un dilemma ma la storia appena raccontata.

Recensione:  Premetto una cosa, questo genere di libro non mi appartiene, e quando mi è arrivato tra le mani ero parecchio scettica. Ho iniziato a leggerlo nelle pause pranzo da lavoro, e ogni tanto dopo cena, dato che sono gli unici momenti della giornata che ho liberi. Credevo fosse un trattato noioso e analitico sul cibo, scritto da un "professorone" universitario improvvisatosi detective o chissà quale altra diavoleria. Mi son dovuta ricredere. Già dalle prime pagine esprime in maniera molto, oserei dire, brillante le sue argomentazioni e riesce a fare quello in cui riescono di solito i miei libri prediletti: farmi entrare nel libro e "vedere le immagini" di ciò che vi è scritto, dalla coltivazione industriale intensiva del mais agli allevamenti intensivi degli animali "stipati in una sorta di tappeto omogeneo che si estende per km e km".
 Il semplice atto del mangiare non è solo una questione abitudinaria come oramai lo è divenuta per tutti gli esseri umani, ma proprio una scelta di vita indispensabile per la salute umana, nonché per il palato. 
Comprendere come il cibo arriva alla nostra tavola e da dove arriva, può farti arrivare a decidere di non andare più ad un ristorante, fast food o qualsiasi altra cosa simile e cercare soltanto cibi che seguono il ciclo naturale delle cose. 
Con l'avvento dell'industrializzazione è vero che sono aumentate le produzioni, esportazioni, ridotti alcuni costi e ridotto il tempo di produzione (seguendo la natura non è possibile accelerare i tempi) in cambio di un aumento di quantità a low cost e conseguente aumento dell'offerta sul mercato nonchè della concorrenza, ma sono andati persi i "veri" sapori del cibo.
Tornando al Romanzo, ed impedendomi di entrare nel dettaglio perchè altrimenti rischierei di svelare dettagli che magari leggerete da soli, quello di Pollan è un romanzo intelligente, ben ideato e costruito, e vale la pena di leggerlo per rendersi conto che il cibo non deve essere solo un'abitudine per sopravvivere, ma una scelta per vivere. La cosa è ben diversa. Non mi resta che augurarvi buona lettura a tutti, sperando di ricevere opinioni e pareri in merito.

venerdì 4 febbraio 2011

Settimana da Urlo 2

Questo perché son a casa malata, anzi, oramai in via di guarigione.Fuori ovviamente c'è un bel solicchio e gli orari della mutua mi impediscono di uscirmene da qualche parte. Volevo anche finire il libro da recensire, ma col raffreddore che mi ritrovo mi è difficile leggere, gli occhi si appannano di continuo. Al pc è diverso, bene o male non sto mai con gli occhi incollati al monitor per ore e ore filate. Uffaaaaa voglio uscire di quiiiiiiiiiiiiiii!!! T^T