mercoledì 1 agosto 2012

"Caccia alle Fate" - Recensione

Ebbene, eccomi qui di nuovo, stavolta per una recensione.
Il libro in questione è Caccia alle Fate, di K.White, il secondo capitolo dopo Paranormalmente. Per chi si fosse perso il primo, QUI ci trovate tutte le informazioni.

La White ci regala al solito un mix di scrittura creativa e personaggi molto spontanei, che si lasciano leggere con molta facilità e scorrevolezza. Troviamo la cara Evie alla prese con una vita normale, o quasi, in compagnia di Preston, Arianna, Raquel, David assieme a nuovi personaggi come Nona e Jack.
Fanno la loro comparsa anche vecchie conoscenze, come Reth e Fehl, fate che già si erano ben presentate nel primo capitolo della trilogia.
Veniamo a noi. 
Si legge chiaramente che questo libro fa da ponte tra il primo il terzo perché l'autrice fornisce molte informazioni alle quali non da una spiegazione definita e lascia molte cose galleggiare nell'aria, quasi come se il lettore fosse libero di darne  una propria interpretazione. La protagonista poi è la classica ragazza  in preda alle crisi tipiche dell'età, dubbi amorosi, contrasti con cosa è giusto e con cosa non lo è, che tutto sommato riesce poi a destreggiarsi piuttosto bene nelle varie situazioni, sempre con quella ironia che l'ha caratterizzata dal precedente libro e che a me personalmente piace.
Vediamo entrare in scena il personaggio di Jack, che non è ben definito, e credo sia una scelta voluta dall'autrice che nel prossimo libro magari ci fornirà maggiori elementi per inquadrare questo simpatico biondino un po' svitato. 
Torna la fata Reth, che ancora non so se amare oppure detestare, il suo comportamento sa essere veramente troppo neutrale, credo che la White abbia reso perfettamente la sua concezione di Fata con questo personaggio, e il buonismo che ostenta in questo romanzo mi da a pensare non poco, perché Reth sa essere "essenzialmente crudele" quando vuole.
Ci sono anche due piccole note negative: intuire cosa sta per succedere è una cosa semplicissima, troppo, per cosa voluta oppure no, che dona al romanzo una verve fin troppo scorrevole e porta ad arrivare alla fine del romanzo senza neanche rendersene conto e portando a pensare "e ora? Già finito!?";
E' fin troppo chiaro che è un romanzo di transizione, peccato perché il suo predecessore, nonostante sia il primo di una trilogia, è autoconclusivo  nonostante il finale lascia presagire che ci sarà un seguito.
Nonostante tutto è una lettura simpatica e piacevole, divertente da leggere con un pizzico di diversità dai soliti paranormal romance che ultimamente hanno invaso le librerie.
Kiersten aspetto il seguito, mi hai lasciata con la curiosità addosso!