mercoledì 2 gennaio 2013

Per un nuovo inizio "Dolcemente Tenebroso"

Già il nome "Dolcemente Tenebroso" ti cattura e ti fa assumere un'espressione gattosa :3
Veniamo al libro in questione :D

DOLCEMENTE TENEBROSO, il Risveglio di Lucilla

Autrice: Serena Pieruccini
Casa Editrice: Felici Editore
Prezzo: € 15,00
Uscita: 23 ottobre 2011
ISBN-10: 8860195403
ISBN-13: 978-8860195401
Pagine: 312

La Trama:

“È una notte di giugno quando Lucilla apre gli occhi, nella sua bara, svegliata dai miagolii di un gatto. Immaginatevi il suo sconforto nel trovarsi in piena notte in un cimitero, nel rendersi conto di essere morta, senza però ricordare come sia accaduto. Ma fra le ombre ecco che arriva Biglia, pronto ad aiutarla, a farle da cicerone e da amico nelle incredibili notti che si susseguiranno. Lucilla scopre subito di avere un legame con i gatti morti che trova sbrindellati fuori dal cimitero e che cuce rimettendoli assieme. Chi è che fa a pezzi quei poveri animali e li va a sotterrare tra i cipressi? E per quale motivo? Perché Lucilla non riesce a ricordare com’è morta? Come mai ha tutte quelle cuciture sul corpo? Una notte dopo l’altra, fra la comparsa dei più svariati e strambi personaggi, Lucilla verrà a capo di un grande mistero.
Intanto, di giorno, il commissario Angelo Lugosi indaga sulle atrocità commesse da un serial killer. Si tratta di un caso davvero difficile, ma ci saranno il suo fedele Gongo, un meticcio fin troppo sveglio, i due ispettori e la bella Ligeia a confortarlo e ad aiutarlo senza fargli perdere il senno. I sospettati si svelano a poco a poco, raccontandoci un po’ di loro, facendoci confondere forse, come in ogni giallo che si rispetti. Chi sarà l’assassino? Com’è morta Lucilla? Quale mistero aleggia nel cimitero? Chi uccide i gatti? Perché Lucilla ne è così legata? Chi scrive le filastrocche? E chi è Biglia? Non vi resta che scoprirlo.

Fonte: http://www.cagliostrino.com/

Chi è Serena Pieruccini

Direttamente dal suo sito, lei si presenta così:



Questo piccolo mondo di cartapesta nasce dall’esigenza di allargare i confini del reale quotidiano, con la sua crudele tangibilità dove il fantastico viene relegato in un minuscolo spazio, spazio che sembra ormai stretto perfino al mondo dell’infanzia. Ogni imposizione mi ha sempre soffocato e il bisogno di una mancanza di schemi mi ha portato fin da piccola a prendermela non poco per questa scissione fra fantastico e reale. Una linea di confine che mi è sempre sfuggita. Nei racconti di mia nonna sul suo passato, permeato di immagini del folklore locale, ho trovato un appiglio: è reale ciò che vogliamo che lo sia…Immagino il quotidiano dei miei nonni così ricco di zone d’ombra da avere la possibilità di riempirle in modo irreale.
La mia “vena artistica” è solo desiderio di fuga, i miei personaggi materiali sono solo fuggiaschi clandestini del mondo della mia fantasia che, sono riusciti ad oltrepassare il confine e giungere fin qua, nella realtà (alla faccia di chi dice che i sogni sono impalpabili).
Questo mondo di cartapesta è un compromesso o, meglio, un insieme di compromessi. Mi salva dal quotidiano, mi da una scusa per pormi strana, dando una classificazione di me, alle volte; mi salva dal non essere riuscita a disegnare ma, pur sempre carta uso; mi salva dalla bimba che cerca in ogni modo di fuggire dal mondo e non potendo impara a portare un po’ del suo mondo in questo.
Siamo così soli e fragili, così bisognosi che qualcuno ci rivolga lo sguardo e si allontani con un ricordo possibilmente imposto da noi e che, renda agli altri il personaggio che ci siamo disegnati… cosicchè il personaggio che interpretiamo diviene reale…
Questo mondo oscilla sotto i nostri piedi come un tagadà in corto circuito, restare in piedi è più che una sfida, se ci facciamo prendere dal panico è finita e solo riuscendo a metterla sul gioco c’è una possibilità contro la nausea. Quando dico questo mondo mi rivolgo al quotidiano, alla vita sociale, non al mondo in se per se dove la meraglia inizia all’alba per divenire incredibile nel sole, magica al crepuscolo e dolce e smisurata nella notte e, infinita fonte di estasi in ogni forma vivente e, un regalo spropositato quando un altro essere condivide il suo cuore.
Comunque, nasco a Capannori, comune della provincia di Lucca, nel letto dei miei genitori l’8 marzo 1973. Sono un po’ curiosa fin da piccola e rompo parecchio le scatole al prossimo chiedendo storie di paura. Inizio a disegnare un mondo in versione cartone animato giapponese alle elementari. Questo mondo mi permette di sfuggire una realtà un poco complessa e difficile ma, al contempo mi fa fuggire troppo e col tempo la scissione si fa dolorosa. Mi perdo e mi ritrovo a più riprese tra le rovine di un quotidiano straniero e demolito, nel frattempo frequento il liceo Artistico sperimentale a Lucca e sfogo la mia frustazione nello sport, che mi avvicina al mondo dei massaggi.
Dopo il liceo lavoro un anno in fabbrica poi, mi diplomo alla scuola di massofisioterapia, negli anni aggiungo un diploma in massaggio sportivo, massaggio ajurvedico e linfodrenaggio metodo Vodder. Il massaggio mi regala una manualità forse più controllata e la bellissima esperienza di “impastare” pelle e carne, una sensazione unica per le mani che solo chi adora i materiali plasmabili può capire. Inoltre mi da la possibilità di studiare l’anatomia, e capire come funziona un corpo in movimento.
Nei primi anni del 2000 mi sposto da Marlia a Pontedera dove entro in contatto con il mondo dei burattini grazie a Roberto Ciani, Alessandro Gigli e Andrea Mancini.
I miei primi lavori mi vengono commissionati da “Il Teatrino dei Fondi” e inizio a partecipare a varie manifestazioni con un banchino dove vendo burattini. Ma questa attività, per ovvi motivi economici, rimane una sorta di hobby, un secondo lavoro saltuario.
Tornata a Lucca, trovata la mia “situazione ideale” in una casa piena di gatti, con un cane e un marito fatto su misura per me, riprendo la mia attività di cartapestaia e non solo, mollo nel 2009 il lavoro e mi dedico solo a questo, decisa a testare il mio potenziale.
Mi sono data qualche anno, allo scadere di questi vedremo…."

Volevo ritrascrivere tutto riassumendo, ma ho trovato questa presentazione troppo bella e particolare per modificarla, così l'ho riproposta come appare direttamente dal suo sito web.
ma ora veniamo alla

RECENSIONE

"Dolcemente Tenebroso" è un titolo che ti avvolge, ti incuriosisce, ti culla. 
Lucilla è una ragazzina di 13 anni, una bambina ancora, privata della vita, dotata di una nuova.
Quella di zombie. Come lei ci sono altri bambini della stessa età, con gli stessi segni sul corpo, che a differenza di lei ricordano la loro morte.
A Lucilla piacciono i gatti, per lei avranno un ruolo importante nella sua nuova vita, per lei sono stati la chiave del risveglio e saranno una guida.
Una guida verso la verità.
A farle da spalla ci sarà Biglia, un bambino zombie sveglio che da subito le dimostra amicizia; non mancheranno colpi di scena e gli elementi del giallo colorano quelli del noir.
Nel libro la morte è trattata come una compagna, un'accettazione dell'esistenza stessa, pura e semplice come deve essere, vista attraverso gli occhi di chi non è più tra i vivi, con una semplicità e trasparenza a dir poco allarmante.
Il romanzo ti avvolge Dolcemente tra le sue pagine, e ti porta nel suo morbido cuore Tenebroso, dove di tenebroso c'è soltanto la parola.
A mio parere, leggerlo regala una grande emozione e un nuovo immaginario legato alla morte che ci rifiutiamo di voler accettare, in quanto per noi essa è lontana. In realtà potremmo svegliarci anche noi da un momento all'altro richiamati dal miagolio insistente di un gatto, e scoprire che non siamo nel nostro letto ma qualche metro sotto terra.

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