mercoledì 27 marzo 2013

Hybrid: recensione


Questo libro è semplicemente diverso.
Ho letto numerosi paranormal negli ultimi due anni: tutti con una scrittura molto piacevole e scorrevole (chi più chi meno a seconda della bravura dell'autore), tutti con una trama ben delineata ma con i tratti simili caretteristici della categoria; tutti con ragazzi compresi tra i 14 e 18 anni con poteri paranormali di una qualche specie.
Hybrid è diverso.
Per quanto i tratti rispecchiano quelli di categoria, il tema trattato va al di là del semplice fatto di avere una dote paranormale o di essere un discendente di chissà quale essere.
Il libro tratta di anime, un corpo diviso da due anime, nate assieme; individui con una coscienza, carattere, e personalità propria, nate con le dita intrecciate, nello stesso corpo.
Eva ed Allie sono le protagoniste. L'autrice fa spesso uso del "noi" quando da la parola ai personaggi, proprio a sottolineare questa dualità di ognuno, dualità che alla nascita è propria di tutti.
Purtroppo una delle due anime dovrà andarsene, nella società non è concesso che, superata l'età della stabilizzazione (di norma entro i primissimi anni di vita), entrambe le anime alberghino nello stesso corpo;
Di norma l'anima più debole, quella remissiva, lascia il posto spontaneamente alla dominante, cosa che non accade per Allie ed Eva e per molti altri ragazzi, definiti Ibridi dai "normali".
Cosa succede se l'anima remissiva, non scompare entro l'età stabilita?
Semplice: inizia la caccia all'ibrido, un'incubo di terrore e sangue.
Allie ed Eva si troveranno di fronte ad una realtà agghiacciante rinchiusa tra le mura della Normand, l'istituto di recupero per ibridi, dove verranno condotte per "curare" la loro diversità.
Mi complimento con l'autrice perchè è riuscita a raccontare con estrema chiarezza, creatività e semplicità un tema dai risvolti alquanto insidiosi, dove cadere nel banale è piuttosto semplice, cosa che a lei non è affatto successa, anzi.
Kat rafforza con enfasi Allie ed Eva, e tutti coloro che gravitano loro intorno, delineando la loro diversità come un fatto naturale da accogliere e non da schiacciare.
Uno specchio di libro dove la nostra società dovrebbe volgere il proprio sguardo e porvi un pensiero concreto.