martedì 30 giugno 2015

Ricordo

Mia Cara Amica,
con oggi sono esattamente 30 giorni che te ne sei andata per intraprendere un viaggio che non avrà mai fine.

Ancora mi risulta difficile crederci, non mi rassegno, non voglio.

Guardo spesso il cellulare, in attesa tu mi risponda sempre a quel messaggio scemo che ti inviai su WhatsApp il 27 maggio, una volta rientrata a casa dopo averti fatto visita.
Quel giorno hai pianto vedendoci, spero sia stata soltanta gioia, e non la consapevolezza di un arrivederci definitivo.

Non ti arrabbiare se mi vedrai spesso triste, o piangere, o inveire contro tu-sai-chi, colui che non sopportavi più già da molto tempo, non si sta comportando bene. Se riesci a vederlo, ti prego di riprenderlo, perché sta superando le soglie dell’umana sopportazione, credimi.
Ma tanto tu la sai come è fatto (male), e saprai anche agire.

Mi auguro tu sia in un mondo pieno di libri e amici pelosi, che tu abbia ritrovato il tuo amico Neve e abbiate finalmente la tranquillità che la vita di ogni giorno spesso negava.
Vorrei poterti parlare come facevamo prima, ore al telefono e miliardi di messaggi, non sai come si fa sentire la tua mancanza. Sei in ogni angolino di casa mia, c’è ovunque qualcosa che porta il tuo marchio. Per non parlare dei libri, ne ho tanti che mi hai regalato.
Questo post è uno sfogo, non arrabbiarti se lo pubblico, chi legge non mi insulti perché può andare contro il proprio modo di agire, ma 13 anni di amicizia troncati da un mostro del genere non si possono, e non si potranno, MAI dimenticare.


Con affetto, tuo Gufo